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ARTE, STORIA E NATURA AD ATRI, LA CITTÀ DUCALE – Visita turistica della città con il tradizionale pranzo di fine programma – 13 Novembre 2022

Partenze Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 7.00 – San Benedetto (Via De Gasperi) ore 7.45 – Mosciano S.A. (area servizio bar 101) ore 8.15 Atri, l’antica Hatria dell’epoca romana ha alle spalle una storia bimillenaria; in mare, ormai sommerse, le antiche strutture di un porto testimoniano che l’ha vista anche come titolare di un porto su quel mare, l’Adriatico, al quale, sembra, avrebbe dato il nome. Il porto, con l’arretramento della costa, è ormai sommerso dalle acque. Allo stesso modo sono rimaste “sommerse” nel sottosuolo della città molte testimonianze storiche: dalle antiche cisterne per la raccolta delle acque a tanti altri reperti nascosti da nuovi edifici che hanno “coperto” quelli più antichi. Con competenza e lungimiranza molti di questi luoghi tardo antichi sono stati “riscoperti” insieme a quelli medievali e rinascimentali per promuovere un tour cittadino particolarmente interessante: dal Palazzo Ducale degli Acquaviva, alla splendida Cattedrale ed a tante altre preziose testimonianze di tutte le epoche storiche. Fuori le mura della città, a breve distanza si innalza il Colle della Giustizia, fulcro della Riserva Naturale dei Calanchi di Atri del WWF. Nella Riserva il paesaggio diventa dantesco (Bolge di Atri) con fantasmagoriche incisioni nelle argille sottoposte ad un incessante erosione che “fetta dopo fetta” trasporta a valle ampie porzioni del colle; qui la natura ha creato uno scenario unico tra i più imponenti e suggestivi anche rispetto ai tanti consimili presenti sulla Catena Appenninica. Un’ultima notizia non indifferente per chi vorrà partecipare: ad Atri si mangia bene… Percorso unico Parcheggio del Rifugio “la Baita” di Monte della Prata (1650m) – Sella di Monte Porche (2080m) – Passo di Sasso Borghese (2057m) – Colle Albieri (1790m) – Capanna Ghezzi (1570m) – Piano Grande di Castelluccio (1330m) Difficoltà: Media Dislivello in salita: 350 m Dislivello in discesa: 770 m Sviluppo:12,5 km Tempo di percorrenza: 5/6 ore costo da...

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SUI SIBILLINI TRA STORIA E LEGGENDA – Traversata da monte della Prata a Castelluccio lungo la “Strada Imperiale” Parco Nazionale dei Monti Sibillini – 9 Ottobre 2022

Partenze Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 6.30 – Mosciano S.A. (area servizio bar 101) ore 6.50 – San Benedetto (Via De Gasperi) ore 7.20 I Monti Sibillini sono una meta obbligata per il nostro programma annuale. Qui gli Appennini cominciano ad acquisire una maggiore consistenza altimetrica che prelude alle massime elevazioni abruzzesi. Qui, molto più che in altri luoghi, sono evocate fantastiche leggende: quella del Guerrin Meschino e della magica dimora della Sibilla, quella del procuratore romano Pilato che, una volta morto, sarebbe stato portato fin qui da un carro trascinato da buoi senza guida. Qui, una storia di lotte secolari tra popolazioni limitrofe (abitanti di Visso e di Norcia), racconta di contese per il possesso di territori d’alta quota dagli incerti confini. Sono qui i grandi altipiani frequentati per secoli dai pastori transumanti che utilizzavano la “Strada Imperiale” per spostarsi da un versante all’altro della grande catena. È qui che il paesaggio appenninico si fa severo sulle ardite pareti calcaree del Vettore o del Redentore e che, sull’opposto versante, diventa pianeggiante e colorato nelle sterminate praterie dei bacini carsici dei Piani di Castelluccio o del Pian Perduto. Percorso unico Parcheggio del Rifugio “la Baita” di Monte della Prata (1650m) – Sella di Monte Porche (2080m) – Passo di Sasso Borghese (2057m) – Colle Albieri (1790m) – Capanna Ghezzi (1570m) – Piano Grande di Castelluccio (1330m) Difficoltà: Media Dislivello in salita: 350 m Dislivello in discesa: 770 m Sviluppo:12,5 km Tempo di percorrenza: 5/6 ore Il costo dell’escursione è di euro 23...

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CAMOSCI IN LIBERTÀ SULLE GIOGAIE DI MONTE COPPE – Traversata da Campo Imperatore a Rigopiano Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga – 25 Settembre 2022

Partenze San Benedetto (Via De Gasperi) ore 7.00 – Mosciano S.A. (area servizio bar 101) ore 7.30 – Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 7.50 Nel Settembre 2016 avevamo in programma un’escursione nella stessa zona ma dovemmo rinunciare a causa del maltempo che imperversava nella zona da più giorni. Facendo i dovuti scongiuri, dal classico “grattatio” ad altri riti scaccia ”sfiga”, ci riproveremo quest’anno sperando di poter assistere da vicino o da lontano alle eleganti evoluzioni dei camosci presenti in gran numero in tutto questo settore del Gran Sasso. Quando, nel “92, i camosci furono reimmessi sul Gran Sasso, si sperava che l’operazione potesse avere un buon esito; oggi, a distanza di trent’anni, non possiamo far altro che compiacerci per la lungimiranza degli amministratori del Parco visto che il progetto è riuscito al di là di ogni rosea previsione ed è diventato normale poter osservare questi splendidi erbivori su tutta la catena. Il Monte Coppe, per la sua posizione adiacente alle pareti impervie del Monte Tremoggia e del Monte Camicia, ne ospita gruppi numerosi. Stavolta contiamo di vederli. Tuttavia, anche se ciò non dovesse essere possibile, dal comodo terrazzo prativo adiacente alla vetta vedremo uno degli scenari più spettacolari dell’Appennino: dalle strapiombanti pareti rocciose del Tremoggia, all’anfiteatro del Nevaio Gravone fino alla caratteristica guglia appuntita del Dente del Lupo. Percorso unico Fonte Vetica (1630m) – Sella di Fonte Fredda (1994m) – Monte Coppe (1987m) – Rifugio di Fonte Torricella (1740m) – Fonte della Creta (1254m) Difficoltà: Media Dislivello in salita: 400 m Dislivello in discesa: 790 m Sviluppo: 7 km Tempo di percorrenza: 4/5 ore Il costo dell’escursione è di euro 23...

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MONTE NAVEGNA: UN’ESCURSIONE FUORI CONFINE – Escursione panoramica sui Monti Carseolani tra i Laghi del Salto e del Turano – 11 Settembre 2022

Partenze San Benedetto (Via De Gasperi) ore 7.00 – Mosciano S.A. (area servizio bar 101) ore 7.30 – Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 7.50 La tormentata evoluzione geologica dell’Appennino Abruzzese ha fatto innalzare sul confine con il Lazio una serie di catene montuose minori con andamento parallelo da nord-ovest a sud-est separate tra loro da valli intermontane. Il fiume Salto ed il fiume Turano occupano due di queste valli e, pertanto, scorrono paralleli in direzione nordovest verso la piana reatina dove confluiscono con le già copiose acque del Velino e, a valle delle cascate delle Marmore, nel fiume Nera. Ai piedi del Monte Navegna (1508m), montagna del gruppo dei Monti Carseolani, nel punto più profondo di queste valli, due sbarramenti hanno dato origine al lago del Turano, nella subregione della Sabina orientale ed al Lago del Salto appartenente al territorio del Cicolano. Ambedue i bacini lacustri, compresi in una Riserva Naturale, hanno una forma stretta ed allungata; sulle loro sponde coperte di boschi sono scampati all’allagamento pittoreschi paesini di origine medievale. Con partenza dalle vicinanze del borgo di Vallecupola, l’ascensione al Monte Navegna risulta abbastanza agevole e permette di ammirare un ampio panorama, non solo sui due laghi, ma anche sui gruppi montuosi più imponenti dell’Appennino Centrale: dal Terminillo ai Sibillini, dal Gran Sasso al Velino. Percorso unico Contrada “la Forca” (1098m) – F.te Raina (1102m) – Serroni (1323m) – Cima di Monte Navegna (1508m) Difficoltà: Media/facile Dislivello in salita e in discesa: 410 m Sviluppo: 6 km Tempo di percorrenza: 3,5 ore Il costo dell’escursione è di euro 23...

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UNA TRAVERSATA IN QUOTA SUL MONTE ROTELLA – Parco Nazionale della Maiella – 3 luglio 2022

Partenze Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 6.30 – San Benedetto (Via De Gasperi) ore 7.15 – Mosciano S.A. (area servizio bar 101) ore 7.45 – Pescara Ovest (IKEA) ore 8.15 Non credo di poter esprimere con le giuste parole le atmosfere che si respirano all’alba quando si attraversa il grande Piano delle Cinquemiglia. Personalmente ho vissuto queste sensazioni più volte quando, più di qualche anno fa, percorrevo quei lunghi rettilinei con le prime luci dell’aurora, che sostituivano quelle plumbee della notte, in direzione di Castel di Sangro; quello era il tempo in cui la mia passione per la natura (e per le trote) mi induceva a incredibili levatacce ed ad un viaggio di oltre due ore pur di arrivare sul magnifico Sangro nell’ora ritenuta (ahimè!) migliore. Molto spesso, in inverno, come in estate una leggera nebbiolina invadeva le parti più depresse della piana; ai lati della strada un doppio filare di pini rendeva ancora più suggestivo il paesaggio delimitando la carreggiata su ambedue i lati per tutti gli otto chilometri del grande Altopiano. Oggi, i pini, per motivi che non sono riuscito a spiegarmi, dopo essere divenuti secchi sono stati abbattuti ed il paesaggio ne è risultato come mutilato. Gli alberi oggetto dei miei ricordi nostalgici non ci sono più, ma non è scomparsa e non poteva scomparire la mole possente del Monte Rotella: è il monte mio omonimo da tempo oggetto di valutazione come possibile meta per una nostra escursione; sarà una traversata “aerea” sul lungo crinale che domina dall’alto dei suoi “duemila” oltre che l’Altopiano delle Cinque Miglia, i faggi secolari del Bosco di Sant’Antonio e gli altri piani adiacenti a Pescocostanzo detti “Quarti”: il Quarto Grande, il Quarto del Molino, il Quarto del Barone ed il Quarto Santa Chiara solcato dal Rio La Vera, che scompare in un inghiottitoio, e dalla linea ferroviaria “Transiberiana d’Abruzzo”. Primo percorso Pescocostanzo (base seggiovia) (1440m) – Rif. La Tana del Lupo (arrivo seggiovia) (1750m) – Crinale della Cima della Fossa (1850m) – Rifugio la Tana del Lupo (1750m) – Monte Calvario – Rivisondoli (1340m) Difficoltà: Media/facile Dislivello in salita: 400 m Dislivello in discesa: 500 m Sviluppo: 7 km Tempo di percorrenza: 4 ore Secondo percorso Pescocostanzo (base seggiovia): 1440m – Cima della Fossa (1990m) – Monte Rotella (2127m) – Vallone di Rotella (1650m) – Sorg. Della Fonte (1300m) – Piano delle Cinque Miglia (1280m) Difficoltà: Impegnativa Dislivello in salita: 700 m Dislivello in discesa: 850 m Sviluppo: 12 km Tempo di percorrenza: 6 ore Il costo dell’escursione è di euro 23...

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UNA TRAVERSATA, UNA MONTAGNA… QUASI DUE – Traversata da Campotosto a Cesacastina per la Sella di Costa Sola e le Cento Fonti Parco Naz. del Gran Sasso e dei Monti della Laga – 19 giugno 2022

Partenze San Benedetto (Via De Gasperi) ore 7.00 – Mosciano S.A. (area servizio bar 101) ore 7.30 – Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 7.50 “Sella Laga”, “Sella di Costa Sola”, “Sella della sorgente Pane e Cacio”. Solo da qualche anno ha prevalso il toponimo “Sella Laga”, specie da quando è apparso sulla mappa del CAI dei Monti della Laga. Precedentemente, sulle tavolette pubblicate dall’Istituto Geografico Militare (IGM), non veniva indicato alcun nome. In ogni caso è un valico importante che mette in comunicazione il versante ovest (aquilano) ed il versante est (teramano) nell’unico luogo dove i Monti della Laga, in circa 30 km, seppur di poco, scendono sotto i duemila (1976m). A brevissima distanza dal valico, i pastori immergevano in una piccola sorgente il pane raffermo che insieme al “cacio” costituiva il loro principale alimento. “Una montagna… quasi due” perché sui due versanti della sella lo scenario muta profondamente a seconda che si percorra il versante ovest, quello proveniente da Campotosto, ripido e franoso (appunto, a “franapoggio”) oppure quello orientale dove si apre un ampio anfiteatro di origine glaciale con numerosissime sorgenti (le Cento Fonti) che formano altrettanti ruscelli confluenti a quota 1700m e da là scorrono velocissimi su due lastronate di arenaria parallele scivolando sulle forti pendenze delle rocce inclinate verso est (strati a reggipoggio). Lo scenario è stupendo, l’acqua è la protagonista unica, ma i verdi prati adiacenti cosparsi di fioriture multicolori e le ultime lingue di neve (nel periodo dell’escursione potrebbero essere ancora numerose) accumulate nei solchi più profondi, completano degnamente il quadro. Percorso unico Campotosto (Chiesa di Santa Maria Apparente: 1355m) – F.so di Prato Andolino (1779m) – Sella Laga (1976m) – Iaccio Tondo (1896m) – Stazzo (1774m) – Ponte Fosso dell’Acero (1320m) – Colle (1153m) – Cesacastina (1141m) Difficoltà: Media/impegnativa Dislivello in salita: 620 m Dislivello in discesa: 840 m Sviluppo: 13 km Tempo di percorrenza: 6,5 ore Il costo dell’escursione è di euro 23...

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SUL PIANO DEL VOLTIGNO, UN ANGOLO DI NATURA AI MARGINI DEL PARCO – Escursione ad anello da Campo Imperatore. Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga – 22 maggio 2022

Partenze San Benedetto (Via De Gasperi) ore 7.00 – Mosciano S.A. (area servizio bar 101) ore 7.30 – Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 7.50 La catena del Gran Sasso, dal Passo delle Capannelle al Monte Camicia, ha un andamento abbastanza regolare che va da Nord-ovest a Sud-est; poi, bruscamente, l’allineamento montuoso subisce una torsione e si arcua verso sud con cime via via più basse fino a quella più meridionale nei pressi di Bussi e Popoli, il Monte Roccatagliata, che non supera nemmeno i 1000m. In questo tratto, superato il Vado di Sole (1621m) che mette in comunicazione la grandiosa piana di Campo Imperatore con il versante pescarese di Rigopiano, più a sud del profondo squarcio del Vallone d’Angora, si apre, nascosto tra rigogliose faggete e circondato da elevazioni minori, il vasto altipiano carsico del Voltigno. Il piano è bellissimo in tutte le stagioni, ma particolarmente attrattivo durante l’inverno con la neve e in primavera dopo il disgelo per la presenza di numerosi laghetti e di vari inghiottitoi. Di questi, il più grande, molto profondo, è stato chiamato Lago Sfondo appunto perché si riteneva che fosse una cavità “senza fondo”. Magnifico tutt’intorno, sulle basse alture che orlano la piana, il grande bosco di faggi e, lungo il percorso, lo spettacolare affaccio sul Vallone d’Angora nella zona detta “Valle Caterina”. Tanti buoni motivi per non mancare… Percorso unico ad anello Rifugio Ricotta (1517m) – Malepasso (1507m) – Valle Caterina (1400m) – Valle Mastrorocco (1372m) – Vado di Focina (1383m) – Lago Sfondo (1364m) – F.te Cornacchia (1390m) – Rifugio Ricotta (1517m) Difficoltà: Media Dislivello in salita e in discesa: 200 m Sviluppo: 11 km Tempo di percorrenza: 6 ore Il costo dell’escursione è di euro 23...

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“DENTRO” LA MAIELLA Escursione alle Cascate di San Giovanni Parco Nazionale della Maiella – 8 maggio 2022

Partenze Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 6.30 – San Benedetto (Via De Gasperi) ore 7.15 – Mosciano S.A. (area servizio bar 101) ore 7.45 – Pescara Ovest (IKEA) ore 8.15 Con un piccolo gioco di parole si potrebbe dire che un conto è andare “sulla” Maiella, un altro è andare “nella” Maiella. A causa della sua morfologia, andare sulla Maiella significa camminare sui suoi vasti pianori sommitali godendo di panorami “grandangolari” che spaziano a perdita d’occhio dal mare, a tutti i gruppi montuosi dell’Appennino centro-meridionale. Per arrivare in alto, tuttavia, a parte la strada per la Maielletta, che sfiora i 1900m, bisogna avere nelle gambe tanta energia per superare dislivelli sempre superiori ai 1000m che separano la cintura dei centri abitati disposti a quote modeste (600/700m). Andare “nella” Maiella, invece, specie sul versante orientale, significa addentrarsi nei selvaggi e profondi valloni che si aprono sui fianchi con notevoli dislivelli dalle vette alla base. In uno di essi, quello che sfocia a Bocca di Valle (640m), nascosto in una bella faggeta, il Torrente Vesola, a 950m di quota, compie un salto di ben 35m ed un altro minore di circa 15m. Le due magnifiche cascate, dette di San Giovanni, sono la meta della nostra escursione che utilizzando sentieri CAI ci consentirà di raggiungere la base dei due salti. Percorso unico Bocca di Valle (647m) – Valle del Torrente Mesola – Cascate di San Giovanni (975m) – Baita degli Alpini (1086m) – Piana delle Mele (930m) Difficoltà: Media Dislivello in salita: 440 m Dislivello in discesa: 150 m Sviluppo: 9 km Tempo di percorrenza: 5 ore Il costo dell’escursione è di euro 23...

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Una passeggiata sul confine del Regno – 20 giugno 2021

  Da Camporotondo di Cappadocia (AQ) al Fosso Fioio (confine Lazio/Abruzzo) Al confine con il Lazio, la tormentata orografia della terra d’Abruzzo si concede un ultimo slancio verso quota 2000 con la catena dei Monti Simbruini, poco conosciuta dai popoli rivieraschi adriatici, ma molto interessante sotto l’aspetto naturalistico ed ambientale. Partiamo dal nome: Simbruini deriva dal latino “sub imbribus”, cioè “sotto le piogge”. Ben 2000mm/mq/anno, ovvero: due tonnellate d’acqua per metro quadrato si scaricano, in media, ogni anno, sui versanti di questi monti che, per primi, intercettano le perturbazioni atlantiche cariche di umidità. Nonostante questo grande afflusso idrico, sui vasti pianori e nelle vallecole dei Simbruini non scorrono né torrenti, né tantomeno fiumi. Unica eccezione, il Fosso Fioio, un minuscolo torrentino che segnava, per una decina di chilometri, il confine storico tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle due Sicilie. La gran massa delle precipitazioni non scorre in superficie, ma si infiltra nel sottosuolo per riemergere, molto più in basso, nelle numerose e copiose sorgenti del Fiume Aniene (affluente del Tevere). Camporotondo (1400m) – Cesacotta – Fosso Fioio (1290m) – Rif. Saifar (1330m) – Casino Troili (1330m) – Camporotondo (1400m) Dislivello in salita e discesa: 300m Sviluppo: 13km Tempo di percorrenza: 4 ore Trasferimento a Camporotondo con pullman granturismo con partenze da: San Benedetto del Tronto ore 6,00 – Mosciano S.A. (area di servizio Bar 101) ore 6,30 – Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 6,50 Quota di partecipazione: 25,00...

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Escursione sulla Maiella – 26 settembre 2021

Da Camporotondo di Cappadocia (AQ) al Fosso Fioio (confine Lazio/Abruzzo) Al confine con il Lazio, la tormentata orografia della terra d’Abruzzo si concede un ultimo slancio verso quota 2000 con la catena dei Monti Simbruini, poco conosciuta dai popoli rivieraschi adriatici, ma molto interessante sotto l’aspetto naturalistico ed ambientale. Partiamo dal nome: Simbruini deriva dal latino “sub imbribus”, cioè “sotto le piogge”. Ben 2000mm/mq/anno, ovvero: due tonnellate d’acqua per metro quadrato si scaricano, in media, ogni anno, sui versanti di questi monti che, per primi, intercettano le perturbazioni atlantiche cariche di umidità. Nonostante questo grande afflusso idrico, sui vasti pianori e nelle vallecole dei Simbruini non scorrono né torrenti, né tantomeno fiumi. Unica eccezione, il Fosso Fioio, un minuscolo torrentino che segnava, per una decina di chilometri, il confine storico tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle due Sicilie. La gran massa delle precipitazioni non scorre in superficie, ma si infiltra nel sottosuolo per riemergere, molto più in basso, nelle numerose e copiose sorgenti del Fiume Aniene (affluente del Tevere). Camporotondo (1400m) – Cesacotta – Fosso Fioio (1290m) – Rif. Saifar (1330m) – Casino Troili (1330m) – Camporotondo (1400m) Dislivello in salita e discesa: 300m Sviluppo: 13km Tempo di percorrenza: 4 ore Trasferimento a Camporotondo con pullman granturismo con partenze da: San Benedetto del Tronto ore 6,00 – Mosciano S.A. (area di servizio Bar 101) ore 6,30 – Teramo (parcheggio Cartecchio) ore 6,50 Quota di partecipazione: 25,00...

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